Quando escono i Perdoni a Taranto?

La Settimana Santa a Taranto è caratterizzata da riti e tradizioni che affondano le loro radici nei secoli. Uno degli eventi più significativi è l’uscita dei Perdoni, un momento di profonda spiritualità e partecipazione collettiva. Ma quando escono esattamente i Perdoni a Taranto? In questo articolo esploreremo il momento preciso della loro uscita e il significato di questo rito.

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L’uscita dei Perdoni: data e orario

Il Giovedì Santo, alle ore 15:00 in punto, si aprono le porte dell’Oratorio del Carmine in via Ciro Giovinazzi a Taranto. Da qui esce la “Prima Posta”, una coppia di confratelli scalzi e incappucciati, che dà inizio al pellegrinaggio verso gli Altari della Reposizione, noti anche come Sepolcri.

Il significato dei Perdoni nella Settimana Santa

I Perdoni, o “Le Perdùne” in dialetto tarantino, sono coppie di confratelli appartenenti all’Arciconfraternita del Carmine. Il loro pellegrinaggio rappresenta un atto penitenziale di profonda devozione, durante il quale visitano le chiese della città per l’adorazione dei Sepolcri.

L’abito di rito e la “nazzicata”

I Perdoni indossano un abito tradizionale composto da un camice bianco, una mozzetta color crema, un cappuccio bianco con due forellini all’altezza degli occhi e un cappello nero bordato con nastro blu chiaro. Procedono scalzi e portano un bordone, un bastone simbolico. Il loro incedere è caratterizzato dalla “nazzicata”, un dondolio lento e cadenzato che simboleggia la penitenza.

Il percorso del pellegrinaggio

Le Poste si dividono in due gruppi:

  • Poste di Città Vecchia: escono dal portone principale della Chiesa del Carmine e si dirigono verso la Città Vecchia attraversando il Ponte Girevole, visitando le chiese storiche del centro antico.
  • Poste di Città Nuova: escono dalla sagrestia e percorrono il Borgo Umbertino, visitando le chiese della zona più moderna della città.

Ogni coppia di Perdoni segue un percorso prestabilito, fermandosi in preghiera davanti agli Altari della Reposizione.

Incontri simbolici durante il pellegrinaggio

Durante il pellegrinaggio, avvengono incontri carichi di significato:

  • Incontro con il Pellegrinaggio dell’Addolorata: quando le Poste del Carmine incrociano il Pellegrinaggio dell’Addolorata, cedono il passo in segno di rispetto.
  • Il “Salamelìcche”: quando due Poste si incontrano, eseguono un gesto rituale chiamato “u salamelìcche”, che consiste in un inchino reciproco e nel toccare i medaglioni in segno di rispetto e preghiera.

Novità 2025: Perdoni sulla Nave Vespucci

Nel 2025, una novità significativa arricchisce i Riti della Settimana Santa a Taranto: la presenza della nave scuola Amerigo Vespucci. Attraccata nei pressi del Castello Aragonese, la storica imbarcazione ospiterà un Altare della Reposizione, diventando parte integrante del pellegrinaggio dei Perdoni.

La Processione dei Misteri del Venerdì Santo a Taranto

La Processione dei Misteri rappresenta uno dei momenti più solenni e intensi della Settimana Santa a Taranto. Si svolge il Venerdì Santo, mentre il pellegrinaggio dell’Addolorata volge al termine, e coinvolge la Confraternita del Carmine in una lunga e suggestiva processione penitenziale.

Venerdì Santo a Taranto

Origine e significato

La Processione dei Misteri è una rievocazione simbolica della Passione di Cristo. Ogni simulacro rappresenta un momento preciso della Via Crucis e viene portato a spalla dai confratelli in un cammino lento, silenzioso e toccante. È un atto di fede e penitenza che coinvolge tutta la città di Taranto.

Secondo Wikipedia, la Settimana Santa in molte città italiane è caratterizzata da processioni simili, ma quella di Taranto si distingue per la sua intensità emotiva e per la partecipazione popolare.

Svolgimento della processione

La processione ha inizio nel pomeriggio del Venerdì Santo. I confratelli in abito tradizionale, portano i Misteri per le vie della città. L’uscita è lenta e solenne, accompagnata dalle marce funebri e dal suono della troccola. Ogni passo è un segno di meditazione e sacrificio.

I simulacri dei Misteri

La processione comprende diversi simulacri che raffigurano i momenti salienti della Passione:

Il ritorno al Carmine

Dopo circa quattordici ore di cammino, la processione termina con il ritorno nella Chiesa del Carmine. Il troccolante bussa per tre volte al portone, annunciando il rientro del corteo. Questo gesto rituale chiude ufficialmente i Riti della Settimana Santa a Taranto.

 

Umberto Lenti

I Riti della Settimana Santa di Taranto sono fatti di passi lenti, di simboli silenziosi, di emozioni che durano un anno. Ma anche di parole. Quelle che ogni anno, su SettimanaSantaTaranto.it, raccontano le esperienze vive di chi i Riti li porta sulle spalle, nel cuore e nell’anima.

In questa nuova puntata della rubrica Testimonianze di Passione, Felice Bonfrate incontra Umberto Lenti, confratello dell’Addolorata e del Carmine, protagonista da trent’anni di processioni, pellegrinaggi e simboli come la Troccola.

Un dialogo vero, toccante, che attraversa i luoghi della memoria, della famiglia e della fede. Da non perdere.

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Chi è Umberto Lenti

Umberto Lenti è un volto noto tra i confratelli delle due arciconfraternite di Taranto. Da oltre trent’anni cammina nei Riti, vivendoli con un’intensità che colpisce chi lo osserva. Non è nato in una famiglia di confratelli, ma ha scelto questo cammino per fede e passione. Un esempio di come si possa diventare confratelli non per discendenza, ma per vocazione.

Un Rito familiare e personale

Durante l’intervista, Umberto racconta di quanto la sua famiglia sia coinvolta nei Riti. “Lo scorso anno erano tutti lì, a camminare con me, anche se non indossavano il cappuccio”, ricorda. La forza dei riti, dice, è proprio questa: unire le generazioni, anche quelle che restano silenziose lungo il marciapiede.

La solitudine del simbolo

Portare un simbolo come la Troccola o la Croce dei Misteri significa affrontare il cammino in solitaria. Ma Umberto risponde con una riflessione profonda: “Non si è mai soli quando si cammina per fede”. Anche in quei momenti, c’è chi ti osserva, ti sostiene, ti ama in silenzio.

La prima volta con la Madonna Addolorata

“A Madonn è a Madonn”. Uno dei momenti più intensi dell’intervista è il racconto della prima volta sotto le sdanghe della Madonna Addolorata. Un’emozione che, dice Umberto, non si può spiegare a parole: “È come se ti si spezzasse il fiato e il tempo si fermasse”.

La terza Troccola e le parole dal cuore

Nel 2024, Umberto ha portato per la terza volta la Troccola del Carmine. A caldo, ha scritto un post che ha colpito molti: “L’ho fatto per mio fratello e per la mia famiglia.”
Parole semplici, ma che racchiudono un universo di significati: condivisione, memoria, amore fraterno.

Riti: tradizione e novità

Si parla anche di cambiamento: di come i percorsi siano cambiati, e di come anche nella fede possa esserci spazio per l’adattamento. Come accadde quando, dopo cinquant’anni, i Misteri tornarono in Città Vecchia. Oggi, a distanza di un decennio, questo ritorno si ripete. “La tradizione è la memoria che cammina”, sottolinea Umberto.

Il ponte tra passato e futuro

Il Ponte Girevole diventa allora simbolo fisico e spirituale di passaggio: tra generazioni, tra quartieri, tra epoche. Un ponte che, come dice Umberto, “non unisce solo due sponde, ma tiene insieme ciò che siamo stati e ciò che vogliamo essere”.

Felice Bonfrate e il racconto della Settimana Santa

Verso la fine, l’intervista si fa più personale. Umberto parla di Felice Bonfrate, di come ha documentato le sue processioni nel corso degli anni, con rispetto, discrezione e passione. “Non mi sono mai sentito osservato, ma custodito”, afferma. E conclude: “Raccontare i Riti è un modo di viverli. E quello di Felice è un racconto che rimane, come i vecchi filmini, come la memoria che non sbiadisce”.

Guarda ora l’intervista completa a Umberto Lenti

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