“La mostra sui volti della Passione del 2019 sarà una sfida piu complessa: l’anno scorso era una proposta nuova e abbiamo dovuto convincere i priori di Puglia ad affidarci i loro tesori più preziosa, quest’anno invece la sfida è superare i risultati dello scorso anno che sono andati oltre ogni aspettativa”.  Così il priore Antonello Papalia ha presentato la nuova edizione di #Faciespassionis durante la conferenza stampa a cui hanno partecipato anche il padre spirituale monsignor Marco Gerardo e monsignor Emanuele Ferro, parroco della cattedrale e portavoce dell’arcivescovo Filippo Santoro.

Dopo il successo della prima edizione suffragata da un’affluenza di oltre diecimila visitatori in solo quattro giorni, l’Arciconfraternita del Carmine presenta l’edizione 2019 di Facies Passionis.

La Mostra ha il compito di dare prova concreta della riaffermazione della pietà popolare come pratica devozionale delle nostre comunità. Dal 20 al 24 i simulacri provenienti dalla Puglia e quest’anno anche da Trapani saranno in mostra nella chiesa del Carmine.

Le processioni, le statue, i simboli, non solo come manifestazione pubblica di fede, ma come testimonianza di una storia, di un vissuto, di una cultura che ancora oggi, a distanza di tanti anni, sono in grado di parlare al cuore e all’anima di tante persone e probabilmente anche in grado di suscitare emozioni e senso di appartenenza anche a chi non è cattolico praticante. Rispetto a tanti momenti sacri, così diffusi nelle nostre città e nei nostri paesi, la Settimana Santa, per l’atmosfera che la caratterizza, per la partecipazione che raccoglie, per la continuità generazionale che la contraddistingue, è, possiamo dirlo, l’evento principe. Quello che più catalizza attenzione e interesse.