Particolare delle mani in "Ecce Homo". Dangelonico - Opera propria - CC BY-SA 4.0

Raccontare una grande tradizione religiosa, culturale e popolare come la Settimana Santa in Puglia attraverso le statue. Meglio: attraverso il volto della sofferenza e del dolore di Gesù e di sua Madre, Maria. E’ questo il senso di Facies Passionis, la mostra evento organizzata dalla Arciconfraternita del Carmine di Taranto, giunta alla sua seconda edizione.

Quest’anno la grande novità e il superamento dei confini territoriali pugliesi con la presenza di due simulacri provenienti da Trapani.

Uno di questi è il Sacro Gruppo Ecce Homo dell’artista Giuseppe Milanti. Un simulacro prezioso datata 1622.

E’ costituito da parti in legno, tela e colla. Esso è custodito nella chiesa Anime Sante del Purgatorio della diocesi di Trapani, una delle parrocchie sotto la guida dell’arcivescovo monsignor Fragnelli, il prelato di origini tarantine (è nato a Crispiano).

Il Sacro Gruppo Ecce Homo viene portato in processione con i Misteri del Venerdì Santo. Un corteo penitenziale con venti i portatori, denominati volontari. Una processione che pare abbia origini spagnole e che si ripete da oltre 400 anni.

La processione dei Misteri di Trapani

Ventiquattro ore di penitenza. La processione composta da 20 Gruppi Sacri, ha inizio alle 14 del Venerdì santo. Viene considerata una delle più lunghe manifestazioni religiose italiane (sia per numero dei gruppi che per durata), e soprattutto una tra le più antiche. La processione che – oggigiorno – parte dalla Chiesa delle Anime del Purgatorio, percorre le principali vie cittadine. Essa rappresenta una ricostruzione della “Via Crucis”.

Il Simulacro Sacro Gruppo Ecce Homo

La proprietà del simulacro è dei ceti calzolai, calzaturieri e pellettieri: anno di fondazione 1622, Capo Console Filippa Tiziana Taormina, padre spirituale don Nicola Rech. Compiuti già due restauri, nel 1986 e nel 2017, ad opera dei professori Cristando e Vetere. Il simulacro ha un’altezza di 2,12 metri, una profondità di 1,70 metri ed una larghezza di 2,20 metri.

La scena riprodotta, raffigura il momento in cui Ponzio Pilato, accompagnato da un soldato, presenta al popolo d’Israele, il corpo sofferente di Gesù. Il gruppo è formato da tre personaggi: Pilato con il caratteristico turbante e con ampio mantello, Gesù con il corpo nudo e il mantello rosso sulle spalle e un soldato corazzato. L’elemento che caratterizza questo “mistere” è la balaustra (ringhiera) d’argento che allude al balcone, simbolo della presentazione di Gesù al popolo di Gerusalemme. Mirabile è l’espressività dei personaggi riprodotta dall’autore. Gesù è rappresentato con le mani legate tramite la corda tenuta dal soldato, con il volto dall’espressione dolorante, bagnato dal sangue delle ferite provocate dalla corona. Il volto sofferto del Nazareno è riprodotto nell’attimo in cui, segnato dal dolore delle torture, si appresta a compiere le sue ultime ore. L’opera fu affidata ai calzolai e ai commercianti di scarpe.

La Mostra 2019 Facies Passionis

Torna per la seconda edizione Facies Passionis.

Forte del successo di febbraio 2018 quando, in quattro giorni di mostra, ben diecimila persone hanno ammirato le statue esposte al Carmine e giunte da tutta la Puglia, la mostra, si rinnova nella sua seconda edizione per riprendere un percorso: testimoniare – attraverso statue, riti e processioni – il valore della religiosità popolare intesa come forma di evangelizzazione semplice, immediata, ma non per questo meno ricca di spiritualità e di radicamento.

Gli eventi della Mostra

Quattro giorni dedicati alla Settimana Santa del Sud Italia e non solo. Facies Passionis, oltre alla mostra dei simulacri, ospita eventi, convegni e studi attinenti al tema. Segui tutto il calendario:

Facies Passionis: a Taranto una mostra con le più belle statue dei Riti della Settimana Santa del Sud Italia

 

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