Il vescovo di Taranto, monsignor Filippo Santoro, ha spalancato il portone del Carmine: la seconda edizione di Facies Passionis è ora pronta ad accogliere gli occhi e i cuori di migliaia di visitatori.

Fino a domenica 24 febbraio, dalle 9 alle 22, la chiesa sarà aperta per permettere a tutti di apprezzare i tesori di terre che attraverso il confronto cresceranno nella fede.

Con la nuova edizione di “Facies Passionis” proveremo a superare gli straordinari risultati ottenuti lo scorso anno». Lo ha affermato Antonello Papalia, priore dell’arciconfraternita del Carmine nel corso della presentazione alla stampa della mostra di simulacri venerati durante la Pasquali nel sud Italia.

«Quest’anno – ha spiegato Papalia – si tratta di una sfida ben più complessa perché dodici mesi fa era una novità per chiunque e abbiamo dovuto convincere le confraternite di Puglia a donarci per pochi giorni i loro tesori più cari, ma quest’anno dobbiamo provare a superare il grande successo del 2018: per farlo abbiamo pensato quindi di valicare i confini regionali e dare all’evento un respiro ben più ampio».

E la prima novità annunciata in conferenza stampa, infatti, riguarda proprio la presenza alla mostra di statue siciliane: «Ci saranno due simulacri che arriveranno da Trapani grazie all’Unione delle Maestranze che organizza una processione meravigliosa: si tratta di un corteo di ben 22 statue che dura 24 ore. Un rito antichissimo di cui hanno tracce documentali già nel 1612. Siamo orgogliosi di questo risultato e vogliamo ringraziare il vescovo di Trapani, monsignor Pietro Maria Fragnelli,  figlio di questa terra che guida la diocesi sicula che ha creduto e incoraggiato questo nuovo legame perché, come noi, crede che gli scambi e i confrornti siano fonte di ricchezza per tutti».

Le statue in Mostra

Papalia ha poi spiegato che la mostra sarà arricchita dalla presenza di diversi altri simulacri provenienti da tutta la Puglia. Dal 20 al 24 febbraio saranno esposte oltre alla Flagellazione e a Ecce Homo provenienti dal capoluogo siciliano, anche il Cristo al Santo Sepolcro di Bitonto, la Pietà di Trinitapoli nel foggiano, dal barese arriveranno «L’ultima Cena» di Palese, «Il trasporto» di Carbonara e La Spoliazione di Valenzano, da Gallipoli nel leccese «Gesù Crocifisso» detto «Il Calvario» e poi «L’Addolorata» di Martina Franca e infine «La Caduta» di Mottola. La confraternita del Carmine, invece, esporrà il Gesù Morto da qualche giorno rientrato in chiesa dopo due mesi di restauro. «Si tratta di statue – ha aggiunto Papalia  – di opere in grado di suscitare emozioni uniche».

Il padre spirituale Mons. Marco Gerardo

«Ancora oggi – ha detto il sacerdote – soffermarsi a contemplare un’opera d’arte e un gesto d’amore come quando guardiamo negli occhi una persona amata. Queste immagini – ha aggiunto – sono una grande espressione di forma artistica. L’arte, in questo caso, diviene veicolo di cultura e di vangelo. Attraverso Facies Passionis, si sviluppa infatti un racconto con semplicità e con sensorialità. Semplicità perché guardando queste statue, tutti possono capire la sofferenza di Cristo in quei momenti, e non c’è bisogno di essere provvisti di strumenti di comprensione teologica, e sensorialità perché attraverso i corpi, i volti e i colori si trasmette anche un’emozione forte».

Durante i giorni della mostra, che sarà ad accesso libero ed è promossa oltre che dall’Arciconfraternita del Carmine di Taranto e dall’Arcidiocesi di Taranto anche dal Comune di Taranto dalla Regione Puglia, dal Teatro Pubblico Pugliese e dall’Università di Bari, si terrà un convegno nella sede dell’Università che focalizzerà il ruolo delle confraternite tra arte, fede, diritto e terzo settore.

Interverranno tra gli altri l’arcivescovo Juan Ignacio Arrieta, segretario del Pontificio Consiglio per i testi legislativi (l’equivalente per la Chiesa della nostra Corte Costituzionale) e il generale Caudio Vincelli, comandante delle Unità specializzate dei Carabinieri la tutela del patrimonio artistico e culturale.

Monsignor Emanuele Ferro, portavoce dell’arcivescovo Santoro

«La religiosità popolare – ha detto – offre alla Chiesa l’opportunità di stare nelle strade e conquistare un consenso che non è scontato in una società come la nostra. Senza trascurare, poi, che così si avvicinano tantissime persone. Persone che magari non sono disposte ad ascoltare le parole della fede, ma disposte invece a vedere e a lasciarsi emozionare dai volti della fede».

Ecco il calendario degli eventi

Sabato 20 febbraio
> ore 18.30 Chiesa del Carmine

Inaugurazione Facies Passionis 2019
Cappellina della Chiesa del Carmine, Omaggio
a Nicola De Cui “Il rito negli anni” foto storiche di collezioni private

Giovedì 21 febbraio
> ore 19.30 Piazza Carmine

Concerto bandistico di musiche tradizionali della Passione
Ass. Musicale “U. Montanaro” Città di Mottola diretta dal M° Barbara Gigante

Venerdì 22 febbraio
> ore 9.00 Polo Universitario via Duomo 259

Convegno: “Le confraternite e le nuove sfide: fede, arte, diritto e terzo settore”

Sabato 23 febbraio
> ore 19.30, Piazza Carmine

Concerto di marce funebri della tradizione pugliese
Orchestra sinfonica di fiati “Davide Delle Cose” Città di Bitonto
diretta dal M° Vittorio Desantis

Domenica 24 febbraio
> ore 17.00, Castello Aragonese Marina Militare

Saluto e conclusioni dei Padri Spirituali, Priori e Consigli di Amministrazione

> ore 18.30 Santuario Madonna della Salute

Santa Messa di ringraziamento, concelebrata dai Padri Spirituali

> ore 20.30 Chiesa del Carmine

Concerto d’organo di musica Sacra Maestro Ettore Candela